CERCO SUBACQUEI
20062 Cassano d'Adda (Mi) info@imascubadiver.com
   
by Kitiara
il 04/06/2014
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Decido di dedicare mezz’oretta della mia pausa pranzo a sfoglierellare qua e là le notizie dal web. Dapprima alla ricerca di qualche vignetta da proporre nei social che si occupano di subacquea, mi ritrovo in brevissimo tempo a riflettere sul fatto che nei gruppi di sub, talvolta, scorra una strana, sottile, impercettibile adrenalina nel raccontare di un momento in immersione, dove questo o quel partecipante abbia incontrato qualche difficoltà.
Quelle piccole dis-avventure che rendono l’attività subacquea, appunto, un’avventura. (Si parla in questo caso, ovviamente e rigorosamente di episodi frivoli, senza alcun sostanziale pericolo per nessuno e finiti sempre bene).
Tuttavia, come spesso accade quando una storia la si racconta, solitamente, ecco, un tantino, la si amplifica, spalancando le porte a quella che può essere definita una rubrica a misura di sub.. quella dei pallonari. Diciamolo: non se ne può più. Nella mia minuscola e insignificante esperienza ho già avuto il piacere di ascoltare qualche racconto che puzzava di bruciato. O di umido, per restare in tema.
Comunque, nello sbirciare tra le varie leggende, devo dire che la subacquea resta ancora una disciplina di nicchia. E quindi anche le storie assurde sono di nicchia. La più interessante che ho trovato riguarda la leggenda del Canadair.

La storia narra che il velivolo adoperato nelle operazioni di spegnimento dei grandi incendi, poiché utilizza delle grandi secchiate di acqua prelevate da laghi o dai mari, possa aver, nei vari racconti, pescato un povero sub e dopo averlo scaraventato in montagna nel bel mezzo di un rogo, lo abbia costretto ad una fine davvero imprevista: tutto bruciacchiato. In collina. Tale storia assurda, viene tra le altre cose ripresa in alcuni racconti romanzeschi, e addirittura in un episodio della serie tv Csi. Insomma, la storia del subacqueo che, prelevato dagli abissi e scaraventato in montagna muore in un incendio, fa gola. Fa gola perché è assurda. Un bell’ossimoro succulento.

Succede poi, che nel cercare maggiori dettagli sulla leggenda del Canadair, mi imbatto in una drammatica storia vera. Drammatica per l’accaduto, e per la rapidità con cui questo articolo scovato negli archivi del Corriere della Sera del 1996, mi sbatte in faccia la verità.

Riporto il cappello dell’articolo:

Bomba di acqua sulle barche

Canadair scarica i serbatoi: dieci feriti, una persona e' in coma. Gravissimo il sub che doveva immergersi per deporre una corona alla Madonna. Mistero sui responsabili e le cause del gesto

Andò  veramente così. Tre pazzi a bordo di un Canadair riversarono secchiate d’acqua in acqua, a Villasimius durante una manifestazione religiosa, provocando numerosi feriti e panico assoluto. Con la pelle d’oca che mi percorre le braccia continuo a leggere:

Quasi 5 tonnellate d' acqua, tanto e' il carico che puo' trasportare il Canadair, lanciate da breve distanza, hanno l' effetto di una valanga: le barche si capovolgono, i loro occupanti annaspano sul mare. Qualcuno prende un colpo in testa (glielo procurano i remi, i motori, i serbatoi della benzina delle imbarcazioni): i feriti sono dieci, uno dei quali e' stato ricoverato in coma all' ospedale di Cagliari: ha ventitre' anni, e' di Quartu, una cittadina del litorale cagliaritano, ed e' uno dei sub che doveva immergersi per la deposizione della corona. Le sue condizioni sono gravissime.

Poi subentra la voglia di capire un po’ di più. Le inchieste della magistratura, l’incapacità di comprendere cosa abbia spinto pilota e soci a compiere “la secchiata” non una,  ma ben due volte. E la voglia di scoprire se il povero sub si sia salvato. Che non ci siano vittime. Ma non è come in Csi dove basta scrivere nome e cognome o data un avvenimento per avere tutte le informazioni dettagliate dell’accaduto e dell’evolversi del caso. Comunque dopo un po’ arrivo alla fatidica frase “il sub è stato dichiarato fuori pericolo”.

A quel punto, con un sospiro di sollievo, guardo fuori dalla finestra. E cerco di immaginarmi nel cielo un Canadair. Ma resta un punto irrisolto: il velivolo potrebbe davvero prelevare inavvertitamente un povero sub e catapultarlo nelle colline in rogo, facendogli fare la fine del pollo allo spiedo? Pare di no. Per il sistema con cui il Canadair preleva l’acqua, proprio no. Lasciamola, dunque, ai pallonari questa storia.. ricordando loro che con il vizio di raccontare storie assurde, può accadere, a volte, che la fantasia incontri la realtà, purtroppo.



In poche parole

I'm a Scuba Diver nasce dalla passione per lo sport subacqueo, da principio con un gruppo di amici, poi con la pubblicazione di una pagina facebook, e ora cerchiamo di coordinarci per organizzare uscite subacquee, regalare foto ed emozioni con i nostri racconti.