CERCO SUBACQUEI
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by I'm a Scuba Diver
il 05/10/2014
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Non occorre essere subacquei per incontrare nel blu del mare animali costituiti per il 90% d'acqua: le meduse.
Qualsiasi snorkelista o bagnante può imbattersi in questi meravigliosi ed antichi animali.
Nel nostro mare Mediterraneo vi sono specie fortemente urticanti (Pelagia noctiluca) ma altre sono solo lievemente urticanti, come per esempio i polmoni di mare (Rhizostoma pulmo) e la medusa cassiopea (Cotylorhiza tuberculata).

Cerchiamo di approfondire l'argomento: le meduse sono cnidari (dal greco knide, ortica) tendenzialmente costituiti da ombrella e tentacoli. All'interno di questi ultimi vi sono delle cellule dette nematociti o cnidociti. Gli cnodociti producono una cnida, ossia una capsula intracellulare ripiena di liquido che racchiude un tubicino cavo e avvolto su sé stesso. Tale capsula è chiusa ad un'estremità da un opercolo, come fosse un coperchio.
Lo cnidocita possiede un ciglio, la cui stimolazione provoca l'immediata apertura dell'opercolo e la conseguente estrusione del tubicino. Ecco cosa succede quando veniamo urticati!
Le nematocisti sono tipi di cnide usate nella raccolta del cibo e nella difesa: esse possono scaricare un lungo tubo con spine che penetrano nella preda. Le spine hanno punte cave che liberano tossine paralizzanti. Altre cnide invece contengono tubi non armati con i quali si avvolgono intorno alla preda oppure si attaccano al substrato, altri ancora producono sostanze adesive che aiutano l'animale ad ancorarsi.
In un solo individuo possono essere presenti sei o più tipi di cnide.

Fernando Boero dell'Università di Napoli ha creato “Meteo meduse” un interessante programma di monitoraggio meduse ( http://meteomeduse.focus.it/) in cui potete trovare schede delle meduse, visionarne una mappa ed inviare la vostra segnalazione, dopo averle studiate e classificate correttamente. Per gli appassionati come me è possibile anche scaricare l'App gratuita “Focus meduse” (versione iphone - versione android) in modo da poter inviare quante più segnalazioni possibili ogni volta che si è per mare, anche quando siamo in vacanza o impegnati in un'immersione ricreativa.

Se siete soliti nuotare in Mediterraneo uno degli incontri possibili nonché più frequenti che possiate fare è quello con Pelagia noctiluca: si tratta di una medusa di colore viola con un'ombrella a forma di cupola provvista di quattro braccia orali destinate alla cattura del cibo e 8 tentacoli molto urticanti che possono raggiungere i dieci metri di lunghezza.
Viene comunemente chiamata “medusa luminosa” per la sua capacità di emettere bioluminescenza di notte o quando si sente minacciata.
Le nematocisti si trovano non solo sui tentacoli ma anche sulla parte superiore della cupola e sulle braccia orali. Può essere urticante anche alcune ore dopo la morte dell'animale.

Ma la mia medusa preferita è il polmone di mare, per la scienza Rhizostoma pulmo.
Si tratta della medusa più grande del Mediterraneo: il suo diametro può raggiungere i 60 cm e può superare i 10 kg di peso. È una medusa di colore bianco con l'ombrello bordato di blu nel margine inferiore. Le braccia si presentano abbastanza lunghe e si rivelano solo leggermente urticanti al tatto.

La cosa più sorprendente di queste meduse è che la loro ombrella può rappresentare un ottimo rifugio per piccoli pesci pelagici come le boghe (Boops boops) o avannotti di ricciola (Seriola dumerili), ma non solo...
In Sardegna ho avuto la fortuna di assistere ad un incontro meraviglioso: un polmone di mare...blu. Esattamente: blu, non bianco come al solito. Ovviamente ne rimasi estasiata e iniziai a fotografare l'esemplare. Ad un tratto mi resi conto che esattamente al centro dell'ombrella c'era un passeggero: “Liocarcinus vernalis”, un granchio della sabbia che vive nei fondali sabbiosi del Mediterraneo e che quel giorno viaggiava protetto all'interno di un raro polmone di mare blu.
Incontri indimenticabili. Gustatevi le foto!
Al prossimo racconto di mare!

Laura Roca



In poche parole

I'm a Scuba Diver nasce dalla passione per lo sport subacqueo, da principio con un gruppo di amici, poi con la pubblicazione di una pagina facebook, e ora cerchiamo di coordinarci per organizzare uscite subacquee, regalare foto ed emozioni con i nostri racconti.