CERCO SUBACQUEI
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by aledario
il 26/02/2015
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Quando sabato all’una e mezza Pietro, l’istruttore che ci avrebbe di lì a poco accompagnati nella nostra immersione, ci ha detto che c’erano buone probabilità di poter andare al Cristo degli abissi, la famosa statua-simbolo per tutti i sub, alta circa 2,50 metri e realizzata su un’idea di D.Marcante, con le braccia rivolte in alto idealmente a Dio in cielo, in segno di pace, e posata a circa 15 m di profondità nella bellissima baia di S.Fruttuoso sul promontorio di Portofino… Dario è esploso in un sorriso incontenibile e contagioso (per chi non lo conoscesse, dario è il mio primogenito, un ragazzo di 27 anni con la Sindrome di Down, che ormai tre anni fa mi ha trascinato alla mia veneranda età di ultracinquantenne... in questa nuova avventura, la subacquea ricreativa).
Forse per questo nessuno degli altri 10 subacquei sul gommone se l’è sentita di chiedere che il gommone si dirigesse ad un approdo magari più ambito dal punto di vista della bellezza dei fondali, pur sapendo che la decisione in quest’area protetta spetta comunque all’accompagnatore-guida.
Dario non ha mai tenuto segreto infatti nella sua breve carriera di subacqueo, che quel luogo era uno di quelli che più di ogni altro avrebbe voluto visitare, prima o poi. E ora finalmente forse se ne presentava l’occasione.
Durante il tragitto di avvicinamento ho provato a dire a Pietro che a noi andava bene una qualunque destinazione… e che non era giusto condizionare la gita di tutti per accondiscendere ad un desiderio di una persona. Ma per tutta risposta Pietro mi ha sorpreso dicendomi: “Basta solo il sorriso che ho visto sul volto di Dario a giustificare la scelta del punto di immersione di oggi!”
E così è stato che alle due e venti circa ci siamo immersi sulla boa del Cristo.
Dopo una rapida visione dall’alto, seguendo il programma di immersione che ci era stato anticipato durante il briefing in superficie, abbiamo fatto un lungo giro di ispezione dei fondali, anche qui sempre ricchi di pesce e di vita.
Poi, quando ormai mancavano una quindicina di minuti alla fine della nostra immersione, abbiamo puntato decisamente verso il punto dove era posata la bella e significativa statua dello scultore G.Galletti.
“Io ti faccio un favore” aveva detto prima di immergersi Pietro a Dario, “ma tu ne devi però fare uno a me. Il mio maestro sub, tanti anni fa mi insegnò che ogni sub che visiti la statua del Cristo degli abissi, deve accarezzargli la testa e le mani, in gesto di rispetto e per contribuire a tenere la statua relativamente libera dalle concrezioni che comunque negli anni la aggrediscono”.
E Dario non si è dimenticato di questa insolita richiesta, alla quale ha aggiunto una volta arrivato all’altezza della statua, tutto l’affetto e la fede che nutre per chi vi è raffigurato.
Quando ho provato ad immortalare in una foto il tenero abbraccio di Dario a Gesù, un abbraccio che sembrava non aver fine, la mia nikon compatta si è rifiutata di obbedire, e mi ha restituito sul video un messaggio scritto in piccolo che sicuramente era “Batteria scarica”, ma che ai miei occhi è suonato subito come “Troppo intimo”, visto che la batteria era al massimo della carica all’inizio dell’immersione e che di solito dura ben più dei 50 minuti della stessa. E forse era proprio così… forse era giusto che questo momento non venisse banalizzato in un’immagine dozzinale che non avrebbe potuto raccontare pienamente l’intensità e l’intimità di quel momento (anche se al momento mi sono arrabbiato), ma venisse impresso con ancora più forza e incisività nella mente e nel cuore di chi c’era. 
E poteva raccontare.
Come Pietro, che appena riemersi, felici di questa bellissima immersione mi ha detto commosso: “In una vita che mi immergo qui, non ho mai visto nessuno abbracciare il Cristo come ha fatto Dario. Se anche ne avessi avuto il dubbio, ora so che oggi era giusto venire qui…”.
E io, come spesso sono abituato a fare ormai nella mia vita piena di momenti “speciali”… ringrazio…



In poche parole

I'm a Scuba Diver nasce dalla passione per lo sport subacqueo, da principio con un gruppo di amici, poi con la pubblicazione di una pagina facebook, e ora cerchiamo di coordinarci per organizzare uscite subacquee, regalare foto ed emozioni con i nostri racconti.