CERCO SUBACQUEI
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by I'm a Scuba Diver
il 27/11/2015
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Noi di I'm a scuba Diver, come molti di voi, abbiamo seguito incuriositi le immagini e i commenti che giungevano su facebook di questa avventura che ha visto diversi protagonisti in sinergia per riuscire a raggiungere il risultato. Impego e dedizione invidiabili, che hanno portato alla costituzione di un vero e proprio progetto. E' così che ospitiamo sulle pagine del nostro sito un dettagliato resoconto di quell'impresa, con un'introduzione storica e una cronaca delle immersioni, che ci è stata fornita direttamente dai protagonisti che hanno visitato l'Audace.

 

LA SPEDIZIONE AUDACE

Coral Sub Palmanova, con la collaborazione di un team di professionisti ed appassionati del settore subacqueo, che già hanno collaborato alla realizzazione due importanti eventi quali "Evento Baron Gautsch" e "Sub per Sea Shepherd", stanno ora lavorando ad un nuovo progetto che sarà legato al nome ed alla storia del cacciatorpediniere "Audace".

La valenza storica del progetto, risiede nella doppia ricorrenza dei 100 anni dall’inizio della Prima Guerra Mondiale e nei 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, date che coincidono con il varo (1916) e l’affondamento (1944) della nave.
La parte più suggestiva della pur ricca storia di questa nave, risale alla fine del primo conflitto mondiale, quando il cacciatorpediniere "Audace" fu la prima nave italiana ad attraccare a Trieste il 3 novembre 1918 con il Generale Carlo Petitti di Roreto, che proclamò l'annessione della città all'Italia ed in seguito, il 10 novembre, sempre trasportati dall'Audace, sbarcò a Trieste il re Vittorio Emanuele III; da allora l'asburgico Molo San Carlo venne ribattezzato Molo Audace.

Finita la guerra l'imbarcazione continua la sua vita nella Regia Marina. Declassata a "Torpediniera" all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, "l'Audace" dopo l'armistizio dell'otto settembre 1943 viene requisita dalla "Kriegsmarine" nazista che necessità urgentemente di unità per presidiare l'Adriatico.
La nave viene sottoposta a pesanti lavori di ristrutturazione. Dopo diverse missioni, "l'Audace", ora diventato la tedesca "TA20", trova la sua fine durante quello che gli storici chiamano "l'agguato di Pago" quando due cacciatorpediniere inglesi lo affondano, assieme ad altre due unita.

La prima fase del progetto si fonda sulla "spedizione Audace". La necessità di foto, video e verifiche sullo stato del relitto sono state considerate "prioritarie". La programmazione di tutti gli aspetti della spedizione ha avuto il supporto logistico del "Argentario Divers" di Porto Ercole (GR) e l'aiuto del Credifriuli di Palmanova (UD).

Questa fase si è appena conclusa con successo grazie a due immersioni a 76 metri sul relitto della nave che si trova nel il tratto di mare tra le isole di Pago, Cherso e Lussino.


L'immersione sul relitto Audace/TA20 ha dovuto affrontare diverse sfide tra cui la profondità, le condizioni meteo non ottimali e la difficoltà di rintracciare il relitto. Un primo tentativo a settembre è stata infatti annullato causa forti venti di bora.

La spedizione, capitanata da Angelo Colla e formata anche da Simone Nicolini, Davide De Benedictis, Rytis Kuodis e Marco Ciani, prevedeva una suddivisione in due gruppi: "il team foto" e "il team video". Entrambi costituiti da tecniche di immersioni miste, cioè sia con circuito aperto che con rebreather. Inoltre tutti erano equipaggiati con "Dive Propulsion Veichle", in gergo scooter.


La configurazione in circuito aperto prevede un bibombola in acciaio 20 litri (20 + 20) caricato a 250 bar di trimix 12/60, una bombola in alluminio S80 caricata a 200bar con la medesima miscela. La decompressione invece prevede che il primo gas sia il trimix 21/35, seguito da un nitrox 50, per concludere con una tappa a 6 metri in ossigeno puro.

La discesa è piuttosto veloce ed s'impiega poco più di 3 minuti per raggiungere il fondo; oltre i 60 m la visibilità cala notevolmente rendendo gli ultimi 20 metri molto tenebrosi

Il profilo di entrambe le immersioni è stato di 50 min ad una profondità di 75 m a cui corrisponde un obbligo decompressivo di 160 min.

La nave giace in assetto di navigazione, lo scafo è pesantemente offeso dai colpi di artiglieria dei Cacciatorpediniere Inglesi. Il relitto ha la parte prodiera sprofondata nel fango per qualche metro, ma comunque in perfetto assetto di navigazione, mentre la parte poppiera risulta inclinata sul fianco sinistro di circa 30 gradi mostrando l’elica di dritta.

Sono presenti sia a dritta che a sinistra le mitragliatrici contraeree con i caricatori inseriti, nella zona centrale è presente la batteria contraerea a due canne,

Sul ponte verso poppa ci sono bombe di profondità,  a prua invece insieme al cannone è visibile l’ancora di dritta perfettamente al suo posto. La plancia di comando è completamente devastata della ferocia della battaglia.


Di questo prezioso relitto esistevano poche immagini subacquee ma ora, grazie al "Progetto Audace" si potrà evidenziare la bellezza della nave, dare la giusta importanza storica e contribuire a chiarire alcuni aspetti storici.

La volontà finale di tutto il team coinvolto è quella di creare un evento con immagini storiche, video attuali e con testimonianze in modo da ricreare ciò che l’Audace è stato ed ha significato.


Il Team "Progetto Audace"



In poche parole

I'm a Scuba Diver nasce dalla passione per lo sport subacqueo, da principio con un gruppo di amici, poi con la pubblicazione di una pagina facebook, e ora cerchiamo di coordinarci per organizzare uscite subacquee, regalare foto ed emozioni con i nostri racconti.