CERCO SUBACQUEI
20062 Cassano d'Adda (Mi) info@imascubadiver.com
   
by DeepR
il 09/05/2017
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Domenica 30 Aprile, ore 5:30, buio pesto e silenzio tombale. L’unico rumore è quello della macchinetta del caffè, unica gioia in grado di farmi uscire dal mio amato piumone a quell’ora. Vi starete chiedendo cosa ci faccia uno in piedi, in pigiama, che a malapena si regge in piedi con una tazzina ricolma di caffè in mano a fissare il vuoto in una cucina poco illuminata. Ah, non dimentichiamo che era il ponte del primo Maggio. Una volta lavati i denti e indossato i miei vestiti sono rotolato fino in garage, preso la macchina e raggiunto i miei amici, pronti per partire verso il tanto amato mare…. facendo tappa obbligata all’autogrill per un altro caffè.Porto di Arenzano, ore 8:00, il diving ci fornisce le nostre 18Litri caricate con Nitrox 28%.

Montiamo tutto il necessario, ci mutiamo e saliamo sul gommone, pronti per raggiungere il punto di immersione. Indossiamo il gruppo e con una bella capovolta all’indietro siamo in acqua. Lo confesso, fino a quando l’acqua non ha accarezzato il mio volto ho continuato a dormire. Con 16 gradi d’acqua che altro potevo fare... un gran bel fresco, meno male che mi sono portato la stagna.Raggiungiamo la cima a prua del gommone e dopo averci dato l’ok iniziamo la discesa. La visibilità non è delle migliori, circa 10/15 metri, causa il mare mosso che c’era stato fino a un paio di giorni prima. Blu, blu e ancora blu fino a quando, arrivati a 30 metri si innalza un relitto, per essere più precisi il primo ponte: inizio così a intravedere la Haven.

Breve “momento storia” stile liceo: la Haven era una petroliera lunga 334 metri e larga 51, con una capacità di carico di oltre 230.000 tonnellate di petrolio greggio, da stivarsi in 14 cisterne. La mattina dell’11 Aprile 1991, dopo aver scaricato parte del carico a Genova, si trovava in rada e diede inizio ad una operazione di routine: il trasbordo di parte del carico per correggere l’assetto dello scafo. Purtroppo vi furono due violente esplosioni e divampò un enorme incendio che durò per 3 giorni. Il 14 aprile la nave affondò su un fondale di 75-90 metri davanti ad Arenzano in assetto di navigazione. Il relitto è privo della prua: essa si è infatti staccata durante le operazioni di traino verso la costa per farla affondare in un basso fondale e permetterne la futura bonifica ( la prua di trova a più di 450 metri sotto il livello del mare).

Senza parlare dell’enorme danno ambientale che tutto quel petrolio ha creato, il relitto stesso (che ora ha una lunghezza di circa 250 metri), ha dato la possibilità di creare un bellissimo reef artificiale molto ricco di vita. Si trova infatti in una zona ricca di correnti e quindi plancton; l’incendio ha inoltre sterilizzato lo scafo consentendo una rapida colonizzazione da parte degli organismi marini.
Uno dei relitti più grandi al mondo, impossibile da vedere tutto con un solo sguardo. Fare un paragone per descrivere quello che si prova è difficile. Immaginate di essere al dodicesimo piano di un palazzo e fare fatica a vedere quello che sta sulla strada davanti a voi. Ecco, se siete riusciti a seguirmi in questa penosa similitudine avete capito cosa intendo. Si, esatto! Intendo che dovete andare sott'acqua e vederla con i vostri occhi.

Colpisce molto pensare come un colosso del genere fosse in grado di solcare gli oceani senza alcun problema e in totale libertà.
Il giro è stato molto semplice: siamo scesi al terzo ponte, ad una quota di circa 40 metri, entrandovi e percorrendo l'interno a forma di U. Successivamente siamo usciti e abbiamo raggiunto la cabina del capitano, guardando fuori dalle finestre e ammirando tutta la maestosità di quel gigante. Più che ammirare ho immaginato, non si vedeva una ceppa. Prima di uscire siamo passati al quadro elettrico per salutare il solito grongo che vi si rifugia. Una volta usciti abbiamo guardato i computer notando che avevamo ancora un minuto prima di uscire dalla curva, e dato che si trattava di un’immersione senza deco abbiamo iniziato a risalire, ammirando per ancora qualche istante del gigante di ferro, immobile sul fondale, ricolmo di storia e emozioni.

Per emozioni intendo quelle di tutti quei subacquei che immergendosi si sono chiesti: ma quando cazzo finisce sto relitto?!? Considerando che è lungo più di 200 metri è quasi impossibile vedere l’inizio... ora capisco i Reb e gli scooter sul gommone.
La sensazione più forte l’ho avuta mentre nuotavo dalla cabina del comandante al ponte inferiore, seguendo le scale di servizio esterne, luoghi in cui un tempo la gente camminava per svolgere il proprio lavoro e che mai si sarebbe sognata di vedere la propria nave sul fondo del mare.
Difficile spiegare quello che si prova a passare in mezzo a luoghi che un tempo venivano utilizzati dall’equipaggio per manovrare quel bestione. Ma credo che la cosa che mi abbia lasciato il segno sia stato vedere quell’immensa nave immobile sotto la superficie del mare, inerte e incapace di sopravvivere al suo infausto destino.
Tragico destino che il mare ha sopportato e reso quel pezzo di freddo metallo parte integrante del suo ecosistema.
Difficile concepire tutta quella nave nella sua complessità: costruita, varata e infine adagiata sul fondale, come fosse un sasso, un normalissimo e banalissimo sasso ricoperto da creature marine. Riuscire a dare vita al freddo metallo, chi poteva riuscirci se non il mare?

Bene, dopo queste belle riflessioni filosofiche che mi sono scaturite dal profondo e scritte su questo articolo in un momento di pura ispirazione mi sembra giusto concludere.

Le riprese sono state complesse, causa la poca visibilità e l’assenza di luce che ho cercato di compensare con la mia torcia. Spero che vi piaccia come video e vi faccia capire meglio quello che ho provato e ho cercando di spiegare a parole in questo articolo. 

https://www.youtube.com/watch?v=0bv8jHBALYw

Riccardo M. Marchi
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In poche parole

I'm a Scuba Diver nasce dalla passione per lo sport subacqueo, da principio con un gruppo di amici, poi con la pubblicazione di una pagina facebook, e ora cerchiamo di coordinarci per organizzare uscite subacquee, regalare foto ed emozioni con i nostri racconti.