CERCO SUBACQUEI
20062 Cassano d'Adda (Mi) info@imascubadiver.com
   
by DeepR
il 06/06/2017
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Per chi di voi non sapesse di cosa stia parlando il gran facciale è una maschera, che copre appunto gran parte della faccia, quasi tutta per l’esattezza. Vi allego qualche foto così capite meglio di quello di cui sto parlando. La sua caratteristica principale è quella di permettere di comunicare sott’acqua, usando la nostra voce, come fossimo in superficie. In questo articolo, diviso in due parti, così faccio più visual, voglio raccontarvi le mie impressioni riguardo ad esso e quali sono le mie conclusioni. Non si tratta di un articolo come i precedenti, non andrò infatti a raccontare un viaggio (come ho fatto qui o un immersione su qualche relitto (come sulla Haven) ma parlerò di un prodotto per la subacquea dando una mia opinione, come fanno le persone sulle riviste o siti importanti; anche io voglio sentirmi uno importante. Scherzi a parte sono conclusioni che ho preso con una certa esperienza nella subacquea con qualche anno alle spalle di immersioni con maschera e gran facciale. Bene, ora che me la sono tirata e mi sono parato il culo, partiamo subito.

 

Si tratta di uno strumento usato fondamentalmente per scopi lavorativi, come nelle riprese di documentari o per chi lavora vicino a pozzi petroliferi. Questi erano gli usi principali del gran facciale, fino a qualche tempo fa. Negli ultimi anni infatti, grazie anche alle evoluzioni in campo scientifico ed un abbassamento notevole del prezzo di questa attrezzatura, i gran facciali hanno iniziato a diffondersi in tutto il mondo, anche tra i subacquei ricreativi come noi.

 

 

Il primo approccio è stato con le dimensioni: abituato infatti a maneggiare una maschera che copre unicamente viso e naso, quando mi sono trovato davanti questo oggetto, composto quasi interamente da vetro nella parte anteriore, sono rimasto un attimo spaesato.

Il secondo aspetto che colpisce subito è la presenza di un secondo stadio integrato nella maschera, andando coì ad eliminare un erogatore. In poche parole si collega una frusta del primo stadio direttamente al gran facciale.

Dopo aver guardato tutto per bene, entusiasta come un bambino con un giocattolo nuovo in mano, ho indossato il ffm ( = full face mask: non è una parolaccia, è solo la versione inglese di gran facciale) notando l’enorme campo visivo e la possibilità di poter respirare con il naso, che è completamente libero. Come il corso open insegna quando si prova una maschera nuova ho cercato di compensare, senza però riuscirci. Non esiste infatti una scanalatura per compensare… Vi starete chiedendo come sia possibile usare uno di quei cosi sotto il metro di profondità  senza distruggersi un timpano. La risposta è molto semplice: tappi.

No, non tappi da infilare nel naso prima di immergersi, ma tappi presenti all’interno del gran facciale, regolabili lungo 3 assi. Basta infatti sollevare leggermente il gran facciale spingendolo dal basso per far aderire perfettamente i tappi al nostro naso, tappandolo e permettendoci così una normale compensazione… che dire, geniale. Geniale se passate un’ora sotto il sole cuocente per settare nel modo corretto i tappi, altrimenti fareste tutta l’immersione con due prezzi di plastica conficcati nel naso oppure stanchi morti per la fatica nello spingere il gran facciale da basso per far aderire i tappi posizionai troppo distanti. Diciamo che bisogna provare svariate volte prima di trovare la posizione migliore. 

Ma veniamo al sodo, alla funzione principale di un gran facciale: quella di poter parlare sott’acqua. Tutto questo è reso possibile grazie ad un ascoltino, che serve per ricevere il suono e quindi ascoltare, e un microfono che va posizionato vicino alle nostre labbra. Basta infatti premere il bottone presente all’esterno del microfono e iniziare a parlare: tutte le persone in possesso di un ascoltino possono ascoltare ciò che diciamo. 

Tutto questo è reso possibile dagli ultrasuoni: sono loro infatti che trasportano la nostra voce sott’acqua fino al nostro interlocutore.

Dopo questa veloce e leggera introduzione, che è stata in realtà interminabile e accademica veniamo al succo del discorso: le mie impressioni e conclusioni. (mi sento proprio come un persona importante quando scrivo queste cose).

 

 

- Indispensabile per le guide

Sicuramente per i dive professional, che oltre alla loro devono controllare soprattutto l'immersione dei subacquei che accompagnano, un sistema di comunicazione verbale non può che aiutarli nel loro compito. Obiezione: "fino ad oggi le guide si sono sempre immerse così ed è sempre andato bene, a cosa servirebbe dotarle di un gran facciale?"

Risponderete da soli a questa domanda, ma prima devo farvi un esempio di immersione.

Siamo a ottobre, Mar Ligure, una guida apre e una chiude, 8 subacquei si stanno immergendo. Gradi: 6 open, 1 advanced e 1 rescue. Condizioni del mare: onde piccole, corrente media e visibilità di due metri. A parte il mare sono condizioni che si scoprono solo durante l'immersione. 

Ora, una guida senza ffm farebbe fatica a vedere la seconda coppia di subacquei, figuriamoci la guida che chiude il gruppo. Chiedere aria, controllare che sia tutto ok e il resto va fatto dividendo il gruppo in due, e se una persona dovesse uscire? O se invece i subacquei in fondo perdessero il gruppo a causa della corrente e della visibilità che non gli permette nemmeno di leggere i loro strumenti?

Con un gran facciale non sarebbe necessario vedersi, basterebbe parlare, chiedendo se è tutto ok, l'aria e tutte le solite cose. Se una persona avesse bisogno di uscire dall’acqua, la guida che apre compatterebbe il gruppo e quella che chiude uscirebbe. Ora la risposta riuscite a darvela da soli?

 

 

Qui si conclude la prima parte, vi invito a leggere la seconda parte, ricca di altre considerazioni e del mio parere finale riguardo l'acquisto, sul mio blog personale, proprio qui.
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In poche parole

I'm a Scuba Diver nasce dalla passione per lo sport subacqueo, da principio con un gruppo di amici, poi con la pubblicazione di una pagina facebook, e ora cerchiamo di coordinarci per organizzare uscite subacquee, regalare foto ed emozioni con i nostri racconti.